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| VECCHI ED ARRETRATI I SISTEMI DI CURA DI FERITE E PIAGHE DIFFICILI |
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E a dirlo a chiare note non sono solo i medici dalla ‘trincea’ delle corsie d’ospedale ma anche gli economisti, stando ai dati di uno studio sull’analisi della minimizzazione dei costi sul percorso assistenziale delle lesioni da pressione – le famigerate ‘piaghe da decubito’ – presentato dalla d.ssa Emanuela Foglia del Centro di Economia Sanitaria dell’Università ‘Carlo Cattaneo’ di Castellanza (VA) effettuato in collaborazione con L’Istituto Superiore di Sanità. Lo studio ha arruolato 362 pazienti presi in carico da 23 Centri di assistenza domiciliare. Nei 30 giorni di durata dello studio sono stati valutati i costi medi del trattamento – ripartiti per prestazioni dell’operatore, materiali di medicazione e trasporto – e il tempo necessario per ottenere lo stesso risultato nei due gruppi: uno trattato con medicazioni tradizionali e l’altro con medicazioni avanzate. Alla fine del mese di osservazione il costo del trattamento – a parità di risultato ottenuto – è stato inferiore del 27% nel gruppo trattato con medicazioni avanzate rispetto a quello trattato con medicazioni tradizionali. Questo nella media generale, perché per le lesioni meno complesse il ‘risparmio’ è stato addirittura di oltre il 40% a favore delle medicazioni avanzate. Non solo: il numero di visite al paziente da parte del personale sanitario impegnato in questo programma di assistenza domiciliare è risultato dimezzato nel gruppo trattato con le medicazioni avanzate (11 visite al mese contro 22!!) con un risparmio di risorse umane e di costi vivi enorme. Gli economisti hanno anche calcolato che per ridurre di un centimetro il diametro della lesione dell’ulcera il costo è stato di 11,6 euro per le medicazioni avanzate contro 19,8 euro di quelle tradizionali. Ciò significa che per ottenere il medesimo risultato usare le medicazioni tradizionali anziché quelle avanzate costa – tra tempi e materiali – il doppio. Se la prescrizione del medico è appropriata – come dimostra questo studio – l’impiego di medicazioni avanzate consente di ridurre sostanzialmente la spesa a fronte di benefici enormi per i pazienti. Questo studio condotto ‘sul territorio’ – cioè su pazienti in assistenza domiciliare – conferma quanto già osservato in ambito ospedaliero da un gruppo di lavoro del Ministero della Salute coordinato dal professor Mauro Picardo dell’Istituto San Gallicano di Roma con la partecipazione di CORTE: “l’utilizzazione delle medicazioni avanzate dando una riduzione dei tempi di guarigione e richiedendo un minor numero di visite, prestazioni e giornate di degenza consente di ridurre significativamente – almeno il 30% in media secondo i dati – il costo dell’assistenza di pazienti con ulcere rispetto all’uso di medicazioni tradizionali”.“A livello ospedaliero esiste il ‘Centro di spesa’, quello che cerca di tagliare i costi assistenziali, ma quello che manca veramente è un ‘centro di risparmio’, ovvero un sistema che consenta di conteggiare la spesa in tutte le sue voci – afferma il professor Nicolò Scuderi, presidente del 2° Congresso CORTE – non solo attraverso l’acquisto di medicazioni avanzate, ma anche in termini di giornate di degenza e di numero di accessi ambulatoriali risparmiati. Un compito, questo che negli USA viene espletato in modo molto efficace dalle assicurazioni e delle associazioni dei pazienti, mentre da noi è come muoversi in un sistema senza controllore. Facendo tutti i dovuti calcoli emergerebbe chiaramente come lungi dall’essere una spesa aggiuntiva l’impiego delle medicazioni avanzate consente di contenere i costi e di dare un taglio alle sofferenze dei pazienti”.
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Giancarlo Calzolari | Venerdì 29 Febbraio 2008 16:09 |




Bisturi a ultrasuoni, terapia a pressione negativa , idrochirurgia, onde d’urto ad elevata energia, sistemi a rilascio d’argento, biomateriali, sostituti dermali bioinduttivi, cianoacrilati: è solo una parte delle medicazioni avanzate e dei dispositivi high tech che oggi ha a disposizione il medico per il trattamento di ulcere, piaghe da decubito e ferite difficili. O, meglio, dovrebbe avere a disposizione se non ostacolato dalla miopia burocratico-amministrativa di molte realtà sanitarie. Ma continuare a curare piaghe e ferite come si faceva qualche decennio fa non solo non fa risparmiare ma prolunga inutilmente le sofferenze del paziente
