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Chirurgia
chirurgia | news PDF Stampa E-mail
ADESSO LA PROSTATA SI PUO' "VAPORIZZARE" CON IL LASER
 

E’ allarme per le malattie urologiche più diffuse tra i maschi italiani over 50 : ipertrofia prostatica che riguarda all’incirca l’80 % della popolazione maschile , tumore alla prostata 35% degli uomini con 43 mila nuovi casi l’anno , incontinenza urinaria nelle sue due forme da sforzo - IUS – da sempre appannaggio al femminile e ora sempre più frequente anche nell’uomo come conseguenza di interventi alla prostata e da urgenza o sindrome della vescica iperattiva patologia nascosta e trascurata che devasta con ansia, depressione, isolamento fino alla rinuncia della vita sociale e sessuale la qualità della vita di circa 7 milioni di persone.

''In Italia – spiega il professor Lucio Miano presidente della Fisu , Professore Ordinario e Direttore Clinica Urologica Seconda Facoltà di Medicina e Chirurgia Università La Sapienza, Roma negli ultracinquantenni si registra un picco di queste patologie che possono essere contrastate con una prevenzione corretta - superata la ''boa'' dei 50 anni, è consigliabile effettuare una visita urologica all’anno , l'esame del Psa e l’ ecografia per la diagnosi precoce dell’ipertrofia e del tumore alla prostata - e curate con nuovi farmaci sempre più mirati , chirurgia mininvasiva , e vaccini. L’ipertrofia prostatica si può ora risolvere in day surgery e in anestesia locoregionale con la PVP (photoselective vaporizazion of the prostate) vaporizzazione fotoselettiva della prostata che vaporizza con un laser solo il tessuto prostatico in eccesso tutelando potenza sessuale.Impiegata con successo su oltre centomila pazienti nel mondo, di cui circa 2000 in Italia, dove è disponibile in 15 centri ospedalieri a totale carico del Ssn. “Se l’IPB si conferma la patologia più diffusa un continuo aumento si registra nel tumore alla prostata”, continua il professor Alessandro Tizzani, direttore di Clinica urologica I all’università di Torino- azienda ospedaliera Le Molinette e responsabile del Progetto Prostata Torino, che si pone primo in classifica per diagnosi e incidenza con 43 mila nuovi casi e 9 mila morti l’anno Le opzioni terapeutiche sono varie : la chirurgia con l’asportazione radicale della prostata, la radioterapia esterna, l’HIFU la brachiterapia interstiziale, la terapia farmacologica ormonale con innovativi farmaci tra i quali una nuova formulazione di leuprolide a rilascio modificato, appartenente agli lhrh-analoghi che bloccano la secrezione del testosterone responsabile della progressione del tumore e, infine, la “watchful waiting”, l’ attesa vigile, con controlli periodici..Per le forme tumorali in progressione e resistenti alle terapie convenzionali e per le recidive alle Molinette di Torino è stato messo a punto un vaccino in grado di distruggere le cellule malate. Sicuro e tollerato viene costruito con un particolare tipo di cellule immunitarie prelevate dallo stesso paziente”.Ma a preoccupare gli esperti FISU è l’aumento dell’incontinenza urinaria da sforzo maschile conseguente a interventi alla prostata che si aggiunge a quella femminile causata da parti gravidanze e menopausa , e la forma da urgenza o sindrome della vescica iperattiva che invece riguarda uomini e donne. Questa patologia subita con rassegnazione può invece essere risolte con la rieducazione perineale ,ginnastica vescicale, elettrostimolazione , farmaci anticolinergici e nuove tecniche di chirurgia mininvasiva ora estese anche all’uomo. Per l’incontinenza maschile è giunta da pochi mesi in Italia Advance AMS un ‘innovativa metodica approvata dalla severissima FDA americana che si avvale di una sling - una retina di polipropilene (particolare materiale biocompatibile) posizionata sotto l’uretra ripristina la normale continenza. Impiegata con successo negli States e in Europa su circa 2.000 pazienti è già disponibile in 12 centri ospedalieri italiani a totale carico del SSN. L’ incontinenza urinaria da sforzo (IUS) che si manifesta a seguito prostatectomia e si verifica con un piccolo sforzo come il tossire è causata dall’indebolimento dello sfintere dell’uretra - muscolo a forma di anello che funziona da "rubinetto " rilasciandosi per la minzione e contraendosi per trattenere le urine.. “Adavance riposiziona l’uretra nella sua sede anatomica naturale consentendo allo sfintere di funzionare correttamente nel 70 % dei casi “.La nuova tecnica, “è indicata per i casi di incontinenza moderata con parziale conservazione della funzione sfinterica. Per i casi più gravi si ricorre allo sfintere artificiale ,selezionando i pazienti, circa il 80% riacquista la continenza”.Per le donne la nuova chirurgia mininvasiva prevede l’applicazione di sling intorno all'uretra e risolve il disturbo nell'80-85% dei casi Rispetto ai 'vecchi' interventi invasivi del passato che richiedono un taglio sull'addome, anestesia generale, ricovero e convalescenza prolungati, i nuovi trattamenti, a totale carico del SSN, si possono effettuare in day hospital, in anestesia locale con un ritorno alle normali attività entro una settimana”. “Valide soluzioni farmacologiche” continua il professor Miano ,” anche per l’altra forma di incontinenza - la sindrome della vescica iperattiva , caratterizzata da un improvviso e irrefrenabile bisogno e frequenza di urinare diurno e notturno riguarda in Italia oltre 3 milioni di uomini e donne – (spesso in associazione alla forma da sforzo). arrivano dai farmaci anticolinergici ai quali si è aggiunta recentemente la solifenacina con una maggior efficacia e tollerabilità - l’ 80% dei pazienti rimane in terapia per più di un anno rispetto agli altri farmaci.” L’incontinenza urinaria che con ansia, depressione e isolamento legati al timore di non riuscire a controllare la vescica incide pesantemente sulla qualità della vita, i rapporti sociali e la sessualità , rimane una patologia nascosta . Solo una minoranza - circa il 25 % - vincendo vergogna e imbarazzo si rivolge al medico mentre gli altri si rassegnano ai pannoloni - 300 milioni di euro l’anno - l’85% a carico del Sistema Sanitario Nazionale , i farmaci sono invece a totale carico del paziente costretto a una spesa media annua di 500 euro. “La patologia “ spiega il professor, “ che si classifica in incontinenza urinaria da sforzo - IUS - La guarigione dall’incontinenza migliora la sessualità . Particolarmente critiche le conseguenze della patologia sulla sessualità. La mancanza di controllo della vescica con inadeguatezza fisica ed emotiva porta alla rinuncia della vita sessuale e a evitare una relazione sentimentale. Il disturbo abbatte il desiderio e l’attività sessuale della coppia - lo dimostra una ricerca europea su 500 donne con vescica iperattiva - che ha evidenziato l’elevata influenza del problema sulla sessualità. Anche nell’uomo i disturbi della minzione e le disfunzioni sessuali causati dall’ asportazione della prostata influiscono pesantemente sulla sessualità.. I costi Secondo recenti stime il costo globale dell’incontinenza urinaria nel nostro Paese è di circa 600 milioni di euro all’anno, mentre il paziente spende in media 400 euro all’anno - in Italia infatti tutti farmaci anti- incontinenza sono in fascia C, completamente a carico dei pazienti –i pannoloni - 300 milioni di euro l’anno - l’85% a carico del Sistema Sanitario Nazionale sono invece rimborsati dal SSN - E sulla rimborsabilità dei farmaci anti – incontinenza e la riabilitazione perineale (disponibile in Italia solo in pochi scentri) la FISU lancia un appello al Ministero della Salute chiedendo che il SSN rivaluti la patologia per consentire a tutti i pazienti le terapie più adeguate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Giancarlo Calzolari | Mercoledì 26 Marzo 2008 20:53
  
 

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