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| DUE ORECCHI BIONICI NEI BIMBI CON SORDITA’ COMPLETA CONSENTONO L’ASCOLTO NATURALE |
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“Molti sono i vantaggi – spiega Burdo – fra cui quello importantissimo dell’ascolto incidentale (il bambino sta guardando la tv e riesce a sentire quello che la mamma gli dice da un’altra stanza) oppure la localizzazione del suono, o la televisione anche in un ambiente rumoroso (quindi la distinzione precisa dei differenti tipi di suono). Stessi vantaggi anche secondo Roland Laszig, luminare tedesco di Friburgo ( sotto il suo distretto una popolazione di 11 milioni di abitanti). Laszig che è l’inventore della tecnica degli impianti al tronco encefalico, ha finora operato 1250 bambini di cui il 10,2% con impianto bilaterale. Per l’84% dei bimbi il doppio impianto è stato sequenziale. In tutti i risultati sono stati di eccellente recupero, a condizione che tra il primo e il secondo impianto non passi troppo tempo. Il Prof. Manuel Manrique di Pamplona ha portato uno studio di una ricerca durata 3 anni durante i quali sono stati seguiti 39 bimbi impiantati con l’orecchio bionico su entrambe le orecchie (di cui 16 simultanei). Anche per i piccoli spagnoli, minore è la finestra di intervallo tra un impianto e l’altro, maggiore è il risultato di perfetto riconoscimento dei rumori, anche dei più leggeri, e quindi migliore è la crescita del bambino nella vita di tutti i giorni.Questo dato è stato chiarito dal Prof. Ferdinando Rossi del dipartimento di neuroscienze Università degli Studi di Torino, che ha spiegato come nel primo periodo di vita ci sia un “periodo critico” per l’apprendimento. Il cervello infatti si sviluppa e crea un numero di connessioni a seconda degli stimoli che riceve. Se un bimbo è deprivato dell’udito per pochi mesi, poi, una volta impiantato riesce a recuperare questo gap. Ma se il periodo critico si fa troppo lungo, il cervello a mano a mano svilupperà al massimo gli altri 4 sensi, fra cui quello della vista, per sopperire all’handicap della sordità. “Per questo motivo, pur essendo ancora nuovo come studio, è possibile assumere che quanto prima il cervello possa ricevere gli stimoli dei suoni, tanto prima il cervello sarà in grado di decodificarli. Ecco perché è anche indispensabile che gli impianti cocleari vengano effettuati in un periodo concentrato, a poca distanza ( massimo 12 mesi), altrimenti il secondo impianto non servirà a nulla. Alla tavola rotonda era presente anche una esperta di riabilitazione linguistica: Daniela Odermatt dalla Svizzera. Il suo intervento si è incentrato sulla sua esperienza di logopedista: l’udito per i bambini è un modo anche per definire lo spazio che li circonda e quindi una possibilità ulteriore di stabilire una comprensione maggiore del loro corpo . Il tema è delicato e nuovissimo. Il problema maggiore sembra essere, in Europa, quello legato all’aspetto economico. Non si è ancora creata la consapevolezza di quanto costi alla società un bambino che non riesce bene a sentire i suoni e che quindi avrà bisogno di sostegno a scuola, e che probabilmente non sarà mai in grado di avere una perfetta integrazione nella vita sociale e lavorativa.In Germania, ad esempio il sistema sanitario nazionale rimborsa sia il monolaterale che il doppio impianto, in Spagna il bilaterale non è passato dal SSN e il monolaterale è rimborsato solo in 2 regioni; in Italia solo la Regione Lombardia rimborsa al momento il doppio “orecchio bionico” simultaneo, mentre per il monolaterale non ci sono problemi.Questo perché quella degli impianti cocleari è una tecnologia ancora molto giovane. ( In Italia esistono 50 centri che fanno impianti, ma di questi il 50% ne ha effettuato uno solo all’anno, mentre la media dovrebbe essere un centro ogni 3 milioni di abitanti). E’ auspicabile che in tutte le Regioni venga adottato quanto prima un protocollo unico di applicazione. La speranza che le cellule staminali possano in un futuro, anche se lontano, aiutare a restituire l’udito, spesso frena il secondo impianto cocleare. Secondo l’esperienza del Prof. Burdo, questo è un falso problema, poiché : “Se la corteccia cerebrale non è stata attivata, è impossibile che ci possa essere la possibilità di udire suoni, anche se le staminali ricreassero la coclea.
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Giancarlo Calzolari | Giovedì 29 Maggio 2008 10:28 |




L’impianto simultaneo di due orecchi bionici su un bimbo nato con sordità totale ripristina perfettamente l’udito naturale”. E’ questa la sintesi della tavola rotonda internazionale 
