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| TUMORE DEL PANCREAS,VERONA CENTRO MONDIALE DI ECCELLENZA |
Boston, Harvard, Verona. Sono questi i tre i centri di eccellenza al mondo per la cura del tumore del pancreas, ancora poco noto nonostante sia al 4° posto fra i killer oncologici. Guidati da Paolo Pederzoli e Massimo Falconi (Verona), Paolo Fernandez Del Castillo (Boston) e Carlo Croce (Harvard), i massimi esperti mondiali si sono dati appuntamento alla Gran Guardia per fare il punto della situazione su questa malattia più misconosciuta che rara, ma certamente ancora difficile da trattare. Eppure margini per dare maggiori speranze a chi viene colpito da questi tumori ci sono.Boston, Harvard, Verona. Sono questi i tre i centri di eccellenza al mondo per la cura del tumore del pancreas, ancora poco noto nonostante sia al 4° posto fra i killer oncologici. Guidati da Paolo Pederzoli e Massimo Falconi (Verona), Paolo Fernandez Del Castillo (Boston) e Carlo Croce (Harvard), i massimi esperti mondiali si sono dati appuntamento alla Gran Guardia per fare il punto della situazione su questa malattia più misconosciuta che rara, ma certamente ancora difficile da trattare. Eppure margini per dare maggiori speranze a chi viene colpito da questi tumori ci sono. Lo dimostrano i risultati che in questi ultimi anni si stanno ottenendo nei centri di eccellenza come quello veronese. Se la mortalità supera la media del 20% nei reparti non specializzati nella gestione delle patologie pancreatiche, a Verona è dieci volte inferiore. E non solo, si è scoperto che il pancreas può sviluppare neoplasie completamente diverse fra loro con prognosi non sempre drammatiche. Molti tumori, infatti, hanno origine benigna e, se diagnosticati precocemente possono essere curati con successo restituendo una vita normale ai pazienti. L’importanza della collaborazione pubblico privato nell’intervento di Nello Martini, direttore generale dell’AIFA.“Mentre l’adenocarcinoma nasce già ‘maligno’ – spiega il prof. Pederzoli – le altre forme, come i tumori neuroendocrini e quelli cistici, sono quasi sicuramente patologie benigne che si trasformano. Poter intervenire precocemente, in questi casi, significherebbe salvare molte persone altrimenti condannate. L’adenocarcinoma, a ragione definito un killer silente, è difficile da diagnosticare, il medico curante e lo stesso paziente non lo riconoscono. Di conseguenza si tende a sottovalutare il problema o, se i sintomi persistono, a ricorrere ad esami diagnostici che però spesso non mettono in evidenza il vero problema. La stessa ecografia, nel 15% dei casi non vede le lesioni del pancreas, per difficoltà legate alla posizione anatomica della ghiandola”. Il pancreas, infatti, rimane “nascosto” sotto allo stomaco e al fegato, ed è praticamente invisibile, tanto che fino a non più di trent’anni fa non era praticamente studiato.Ma perché la ricerca e la pratica clinica possano continuare a progredire è necessario non disperdere le risorse. “Su 15.000 mila pazienti osservati – afferma il dr. Falconi – stiamo seguendo un migliaio di pazienti con neoplasie pancreatiche definite rare, ma che per noi rare non sono. E questa è un’ulteriore prova che i grandi numeri consentono conoscenze e opzioni terapeutiche vecchie e nuove, possibili solo attraverso una visione d’insieme e più completa del problema”. Quello che occorre ora è una collaborazione fra interessi privati e pubbliche necessità. “La rilevanza economica e sanitaria del mercato farmaceutico italiano – afferma il dr. Nello Martini, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) – deriva dal fatto che esso rappresenta il sesto mercato mondiale. Poiché i due terzi di tale mercato sono direttamente finanziati dallo Stato è necessario che una parte di tale profitto sia reinvestito nel nostro Paese dalle aziende farmaceutiche, con progetto di ricerca e sviluppo. Proprio in ragione di ciò sono in fase di implementazione gli accordi di programma, attraverso cui l’AIFA attribuisce un premio di prezzo alle aziende che investono in Italia nel settore farmaceutico in modo documentato e verificabile. Tutto questo perché la strategia di fondo consiste nell’accezione che il farmaco, oltre a costituire un insostituibile bene di salute, può rappresentare uno strumento di sviluppo del settore farmaceutico e più in generale delle politiche di welfare”. Un dialogo che solo 4, 5 anni fa non sarebbe stato ipotizzabile. “Le Istituzioni – afferma il dr. Boano – hanno semplificato l’iter burocratico; le aziende, rispondendo alle grandi potenzialità offerte dai ricercatori e dai medici italiani, hanno aumentato gli investimenti in Italia. In termini economici questa collaborazione sta portando i risultati auspicati, una maggiore visibilità internazionale alla ricerca italiana, una riduzione del fenomeno della “fuga di cervelli” e, per i pazienti, maggiore disponibilità di farmaci già in fase precoce di sviluppo clinico. Se questa collaborazione è estremamente importante per le malattie più diffuse, ancora di più lo è in un’area come quella delle malattie rare, in cui Novartis da sempre è impegnata, come lo testimonia la collaborazione che abbiamo da oltre 20 anni con il Centro del Prof. Pederzoli”.
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Giancarlo Calzolari | Martedì 26 Giugno 2007 12:02 |




Boston, Harvard, Verona. Sono questi i tre i centri di eccellenza al mondo per la cura del tumore del pancreas, ancora poco noto nonostante sia al 4° posto fra i killer oncologici. Guidati da Paolo Pederzoli e Massimo Falconi (Verona), Paolo Fernandez Del Castillo (Boston) e Carlo Croce (Harvard), i massimi esperti mondiali si sono dati appuntamento alla Gran Guardia per fare il punto della situazione su questa malattia più misconosciuta che rara, ma certamente ancora difficile da trattare. Eppure margini per dare maggiori speranze a chi viene colpito da questi tumori ci sono.
