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| RIVOLUZIONE IN ANESTESIA |
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Ma non è questo l’unico vantaggio offerto dal farmaco. Sul piano della sicurezza, la molecola (sugammadex), oltre a rendere più veloci le procedure postoperatorie, mette il paziente in condizione di riprendere a respirare autonomamente , contrastando, entro soli tre minuti, il blocco neuromuscolare prodotto da rocuronio e vecuronio, due derivati del curaro. Questi ultimi sono dei miorilassanti usati in anestesiologia per consentire al chirurgo di agire nel campo opera-torio con una muscolatura del paziente completamente rilassata. Per medici, anestesisti e direttori sanitari oggi l’imperativo è coniugare efficienza e sicurezza, riducendo o eliminando in primo luogo i tempi morti tra un intervento e l’altro. Soprattutto nelle strutture più complesse, le attività chirurgiche e, quindi, le procedure anestesiologiche, devono essere ottimizzate in ogni fase: valutazione preoperatoria, procedura intraoperatoria, controllo postoperatorio.“La modalità di approccio al lavoro in sala operatoria è profondamente mutata” – ha dichiarato Rodolfo Proietti, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Anestesia e Rianimazione del Policlinico ‘A. Gemelli’ di Roma – “il tempo di disponibilità di sala deve essere pienamente occupato, il cosiddetto ‘tempo morto’ tra un intervento ed il successivo deve essere ridotto al minimo, così come il tempo anestesiologico di preparazione all’intervento e i tempi di induzione e risveglio”.Sugammadex agisce in modo del tutto innovativo incapsulando la molecola del miorilassante e rendendola così inattiva. Grazie a questo farmaco,, il paziente è messo in condizione di riprendere a respirare autonomamente contrastando, entro soli tre minuti, il blocco neuromuscolare indotto dagli anestetici derivati del curaro. Gli antagonisti dei miorilassanti fino a oggi disponibili agiscono invece più lentamente rispetto a sugammadex e sono spesso associati alla comparsa di alcuni effetti collaterali indesiderati fra cui, ad esempio, il disturbo del ritmo cardiaco.
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Giancarlo Calzolari | Domenica 03 Gennaio 2010 11:43 |




Per i tre milioni e mezzo di interventi chirurgici che ogni anno si svolgono in Italia c’è una nuova opzione che li renderà più rapidi
