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Paratiroidi artificiali alla Seconda Università di Napoli SUN
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Da una collaborazione scientifica tra l’Università di Napoli e quella di Perugia sta prendendo il via il progetto di creare addirittura una “paratiroide artificiale”, utilizzando come base di partenza le stesse cellule del paziente, eliminando così il rigetto. Su questa prospettiva si è basata la tesi del dottorato di ricerca in biotecnologia del dottor Filippo Calzolari, dell’ospedale Santa Maria di Terni, il quale ha parlato correttamente di “Studio sulle modalità di trapianto autologo di cellule paratiroidee in vitro” realizzato con il tutor professor Francesco Rosso.
“E’ una nuova prospettiva, una vera rivoluzione, in campo medico” ha affermato il professor Alfonso Barbarisi, ordinario di Chirurgia Generale alla II Università di Napoli, direttore del Servizio di Biotecnologie Applicate alla Chirurgia del Policlinico di Napoli, il quale ha diretto e organizzato questa ricerca. Lo scopo, per adesso è quello di ripristinare la corretta secrezione di ormone PTH utilizzando le paratiroidi artificiali. La prima fase di quest’attività, ben lontana dall’essere conclusa,è stata quella di realizzare una coltura di paratireociti umani. In seguito si dovrà ingegnerizzare in vitro le paratiroidi umane all’interno di scaffold collagenici collaudati nella creazione della pelle umana. Sono già diverse le aziende italiane che producono scaffold per tessuti biologici. Si tratta di procedimenti che si collocano nell’ambito dell’ingegneria tissutale ricostruttiva. “Finora, infatti, era possibile coltivare cellule in vitro – ha commentato il professor Barbarisi - ma non si potevano trapiantare in un organo, perché non avevano una struttura tridimensionale. Ora è possibile, grazie a queste sottilissime reti (scaffold) sintetizzate in laboratorio, In questi bio-materiali vengono fatte sviluppare le cellule , che assumono la forma dell’organo che si intende ricreare”. L’idea nella sua forma originaria è stata elaborata nell’università di Boston dal professor Valenti, un italo americano. Molto sommariamente si può aggiungere che Il notevole aumento dei casi clinici in cui si richiede il trapianto di organi e di tessuti, la scarsa disponibilità di donatori, i problemi di infezioni e di rigetto legati all’impianto di tessuti estranei hanno fornito all’ingegneria biotecnologica dei tessuti un notevole impulso. Il professor Nicola Avenia dell’Università di Perugia, Past president del Club delle Unità di Endocrinochirurgia, ci ha ricordato, che in Italia si registra un notevole aumento delle patologie tiroidee e paratiridee nelle donne ma anche negli uomini. Questa osservazione, che deve essere supportata da studi epidemiologici non è spiegabile solo dall'inquinamento radioattivo imputato all’esplosione di Chernobyl in questi ultimi anni.
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Giancarlo Calzolari | Lunedì 11 Gennaio 2010 12:42
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