| ricerca | biologia molecolare |
|
|
|
| tumore della prostata: un nuovo test |
|
Identificando la presenza di una proteina, la proteina 27 da shock temico (Hsp-27), si riuscirebbe a predire l'aggressività del tumore. I pazienti dove tale proteina è presente potrebbero avere una probabilità doppia, rispetto agli uomini risultati negativi al test, di morire nei successivi 15 anni a causa del tumore della prostata. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul British Journal of Cancer (Settembre 2009) e dovranno essere validati da ulteriori studi clinici. Questo risultati inoltre permetteranno di evitare di intervenire troppo "pesantemente" dove il tumore potrebbe essere curato con dosi più basse di farmaci che spesso debilitano molto i pazienti. I vantaggi sono quindi due, da un lato si riesce a creare una sorta di "terapia su misura" con notevoli benefici per la salute dei pazienti, dall'altra si ha un risparmio di risorse in quanto si limitano le dosi di farmaci che spesso hanno dei costi elevati. La ricerca procederà ora in due direzioni, da una parte si cercherà di mettere a punto un test del sangue da effettuare al momento della diagnosi, dall'altra si lavorerà alla realizzazione di farmaci utili a bloccare i segnali di Hsp-27 in modo da impedire, o almeno limitare, la diffusione delle cellule tumorali.
|
|
Giancarlo Calzolari | Giovedì 24 Settembre 2009 16:39 |




Secondo un gruppo di ricercatori della University of Liverpool attraverso un nuovo test per il tumore della prostata si potrebbe aiutare a prevedere l'evoluzione dell'aggressività della neoplasia consentendo di intervenire preventivamente con delle terapie mirate.
