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Tumori colon-rettali
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Giancarlo Calzolari | Venerdì 25 Settembre 2009 15:50
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Da molti anni si e' dato risalto alla prevenzione e alla diagnosi precoce del cancro del retto. E' importante sapere che questa patologia se riconosciuta nelle sue fasi iniziali e' una malattia curabile e che può risolvere in una guarigione. Molti studi hanno dimostrato che indagini diagnostiche precoci sono in grado di evidenziare la malattia al suo esordio e rendere così la terapia non solo meno invasiva ma anche più radicale. Sarebbe consigliabile a tutti i soggetti che hanno superato i 50 anni di sottoporsi ad esami sia radiologici che endoscopici atti al rilevamento di tale patologia, in special modo quei soggetti che hanno familiarità, cioè consanguinei che hanno presentato polipi o cancri del colon o del retto. Tutti i pazienti che presentano emissione di sangue con la defecazione devono essere sottoposti a controllo medico con un semplice ed indolore esame che permette di riconoscere nella maggior parte dei casi la causa del sanguinamento. Nei pazienti anziani anche dopo il riconoscimento della causa emorragica (emorroidi-ragadi) è indicato un esame più approfondito per lo studio di tutto il colon. In sostanza ricorrere al proctologo ai primi sintomi non solo può rendere più agevole il trattamento di tutte le patologie ano-rettali ma fondamentalmente permetterà di riconoscere anche patologie più importanti che possono mettere a repentaglio la vita del paziente se non precocemente riconosciute.
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UNA DONNA SU DIECI COLPITA DA TUMORE AL SENO.UNDICIMILA DECESSI OGNI ANNO
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Giancarlo Calzolari | Mercoledì 14 Maggio 2008 15:01
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Fino a quando non ci sarà una vasta ricerca indipendente che decreti la superiorità di altre combinazione terapeutiche, la chemioterapia non si tocca. E’ questo in sintesi il messaggio per medici e malati di tumore del seno - che in Italia colpisce una donna su dieci provocando ancora 11.000 decessi l’anno - sottolineato al meeting della Fondazione Michelangelo, a Milano all’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) con tre dei massimi esperti internazionali: Larry Norton (Sloan Kettering Cancer Center), Gabriel Hortobagyi (MD Anderson Cancer Center) e Norman Wolmark (NSABP Foundation di Pittsburgh), oltre a Luca Gianni, coordinatore scientifico della Fondazione, chairman dello European Breast Cancer Group e direttore dell’oncologia medica 1 dell’INT.
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I TUMORI LASCIANO LA “FIRMA GENICA”.TERAPIE MIRATE POSSONO RICONOSCERLA
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Giancarlo Calzolari | Sabato 12 Aprile 2008 10:20
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Il tumore lascia una prova del suo attacco all’organismo, la firma genica. Rintracciarla, sovrapponendola a quelle conosciute per vedere se corrispondono, dovrebbe permettere in un prossimo futuro di attaccarlo precocemente, sul nascere. O di stabilire il livello di rischio e scegliere se utilizzare i chemioterapici o passare a farmaci mirati. Già oggi con l’analisi dell’oncogene HER-2 neu si è rivoluzionato il trattamento del carcinoma mammario, abbattendo del 50% le ricadute. La selezione delle pazienti da curare con i nuovi farmaci a bersaglio molecolare è il tema di punta della XVI conferenza nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia medica (AIOM), dal titolo “Ricerca traslazionale in oncologia: risultati e prospettive” che si é svolto a Perugia
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